Un detto anonimo recita “Ogni viaggio lo vivi tre volte: quando lo sogni, quando lo vivi e quando lo ricordi”. E ricordare, raccontando agli altri ciò che ci ha colpito di un determinato luogo, ci fa rivivere ancora quel viaggio…
Il mio soggiorno a Barcellona non è stato molto lungo, da giovedì pomeriggio 22 a domenica mattina 25 febbraio (causa carenza di giorni di ferie e orari dei voli), ma ne è valsa davvero la pena! Ho scelto la città di Gaudì per festeggiare il mio compleanno in solitaria, soprattutto per le sue meraviglie architettoniche, per il clima mite e soleggiato e anche perché non ero mai stata in Spagna.
Cercherò quindi di elencare ciò che ho visto e che ho fatto in due giorni e mezzo!

– 1° GIORNO: Appena arrivata in aeroporto, ho acquistato l’abbonamento “Hola BCN card” per 3 giorni al costo di €22, attraverso il quale si possono usare tutti i bus e le linee della metro per 72 ore. Una card davvero conveniente e comoda (il singolo biglietto costa €2,20) anche per chi, come me, ama camminare a piedi. Dopo aver posato il bagaglio in camera (prenotata attraverso il sito www.airbnb.it) mi sono recata al Museo Picasso, in Carrer Montcada n.15, dove ogni giovedì pomeriggio, dalle ore 18 alle 21.30, l’ingresso è gratuito previa prenotazione da fare online qualche giorno prima, indicando l’orario di arrivo e per quanti visitatori volete prenotare. Si risparmiano così €12.

Dopo la visita al Museo Picasso, sono stata al mercato “La Boqueria” (al n.91 della Rambla), il più famoso di tutta la Spagna ed il più grande della Catalogna, con oltre 300 bancarelle, prevalentemente di pesce e di frutta. Purtroppo non ho potuta mangiare i crostacei perché sono allergica, ma ho optato per il jamòn serrano, squisito ma carissimo prosciutto crudo (siamo sui 199€ al chilo). Questo tipo di salume iberico è stato infatti riconosciuto come “Specialità Tradizionale Garantita (STG)”

– 2° GIORNO: la giornata di venerdì 23, che era il mio compleanno, è stata interamente dedicata alla visita delle principali opere architettoniche di Antoni Gaudì: Sagrada Familia, Casa Battlò e Park Guell.

• La Sagrada Familia è una basilica cristiana risalente alla fine della seconda metà del 1800, alla cui costruzione Gaudì dedicò gli ultimi 15 anni della sua vita. Al momento, vi sono lavori in corso che termineranno nel 2026 e sinceramente quelle gru non sono un bello spettacolo… Ma la maestosità e l’imponenza della basilica sono indiscusse. Ciò che mi ha lasciato senza fiato, oltre all’abside dedicata al tema della Natività ed al panorama dalle torri, da cui si vede tutta la città (in barba alla mia fobia per l’altezza), è l’interno della basilica, dove a farla da padrona è la luce: luce che filtra dalle numerosissime vetrate caratterizzate da un tripudio di colori vivaci e brillanti, che vanno dal rosso al blu, dal verde al giallo. Ritenuta la più grande opera dell’architetto catalano Gaudì, la Sagrada Familia attira ogni anno 3 milioni di visitatori provenienti da tutto il mondo.
Vi consiglio di acquistare online il biglietto di ingresso, per evitare lunghe code e per risparmiare qualcosina. La Sagrada Familia si trova in Carrer de Mallorca n.401.

• La Casa Battlò è un edificio nobiliare, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 2005, che Gaudì ristrutturò su incarico del proprietario, Joseph Battlò, un imprenditore tessile. Le peculiarità di questo palazzo sono: la facciata in pietra arenaria, i coloratissimi interni in legno e ceramica ed il suo cortile caratterizzato dalla figura di un drago che rimanda alla leggenda di San Giorgio, che appunto sconfisse questo orribile rettile.
Per quanto riguarda l’ingresso all’edificio, che si trova in Passeig de Gràcia n.43, il ticket in biglietteria è di €29,50 (compresa l’audioguida), ma con l’acquisto online si risparmiano 5€.

• Il Park Guell, che si trova sulla collina del Carmel, nel quartiere di La Salut, è un parco di 17 ettari, divisi in una parte ad accesso libero e in un’altra cosiddetta “monumentale” a pagamento, il cui ticket è di €8,50 in biglietteria e di €7,50 online. All’interno del parco, l’architetto modernista ha realizzato una serie di sculture in pietra rustica e maioliche di ceramica. Anche qui, è il colore l’elemento predominante, che caratterizzano la salamandra (simbolo del fuoco e dell’alchimia) posta sulla fontana all’ingresso della parte monumentale, i due padiglioni che sembrano casette fiabesche e la Plaza de la Naturaleza con le sue panchine dalla forma ondosa (che però è parzialmente chiusa per lavori di restauro).
Oltre alla parte monumentale con le opere di Gaudì, il parco è per i suoi visitatori un luogo di relax, dove fare lunghe passeggiate circondati da alberi e piante tipici della macchia mediterranea, e dove portare i bambini a divertirsi nell’area-giochi.

– 3° GIORNO: sabato 24, terzo giorno a Barcellona. Mi sveglio presto e decido di andare alla Basilica di Santa Maria del Mar, in Plaza Santa Maria nel quartiere Born: si tratta di una chiesa gotica costruita tra il 1329 ed il 1383, considerata la chiesa dei marinai per la sua ubicazione nella zona portuale di Barcellona. All’esterno predomina il rosone della facciata incastonata tra due torri ottagonali, mentre all’interno l’austerità della Chiesa è accentuata dall’assenza di decorazioni alle pareti e dalla quasi totale mancanza di giochi di luce, caratteristiche dello stile gotico europeo. Si avverte molto la rigidità delle linee e delle forme, grazie anche alle tre alte navate che danno il senso di immensità dello spazio.

Lasciata la Basilica di Santa Maria del Mar (cui si può accedere gratuitamente dalle ore 9 alle 12, dopo il ticket d’ingresso costa €3), sono stata al poco distante “Palau de la Musica” in Carrer Palau de la Música 4-6, nel quartiere del Born: costruito nei primi anni del 1900 dall’architetto modernista Llùis Domenéch I Montaner, è l’unica sala da concerto dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1997. L’esterno è un insieme di mosaici, maioliche e vetri colorati, che simboleggiano un giardino, con le colonne che rappresentano gli alberi in fiore. All’interno, il palcoscenico si apre su una maestosa sala ricca di ornamenti architettonici del modernismo europeo: dall’immenso lucernario in vetro colorato che simboleggia il sole, alle statue raffiguranti Wagner e Beethoven. Il costo del biglietto per visitare il Palau de la Musica è di 20 euro, e comprende la visita per gli spazi con una guida. Il tour con guida in italiano è solo alle ore 14 e dura 55 minuti (io ho fatto la visita in inglese alle ore 11).

Uscita dal Palau de la Musica, mi sono accorta che la temperatura era salita a 14 gradi, così ho deciso di andare a fare una passeggiata alla Barceloneta, la cui spiaggia è meta di surfisti anche in inverno ed è popolata di bar, negozi di souvenir, ristoranti e chioschi. Qui la parola d’ordine è “Relax”, per cui mi sono rilassata in spiaggia a godermi un po’ di sole, del resto sono siciliana e già sentivo la mancanza del mare…

Dopo essermi riposata le gambe per un po’, ho ripreso il mio tour della città in solitaria e sono andata a vedere l’Arc de Triomf: eretto come il cancello di ingresso principale della città per l’Esposizione Universale di Barcellona del 1888, l’arco è posizionato lungo il Passeig de Llùis Companys che conduce al Parc de la Ciutadella. Fu costruito in mattoni rossi, in stile neo-mudéjar, ed è sormontato da due fregi, uno anteriore ed uno posteriore, che presentano delle allegorie legate ai settori dell’agricoltura, dell’industria e del commercio.

Dopo un pranzo frugale consumato su una panchina del Parc de la Ciutadella, era giunto il momento di dedicarmi ad un po’di shopping di souvenir, e dove se non sulle Ramblas! Un chilometro e mezzo di negozi, bancarelle, chioschi di prodotti alimentari, souvenir e fiori: un tripudio di colori, di odori e di suoni! Uno dei luoghi più frequentati tutto l’anno sia dai turisti che dai residenti, dove bisogna sempre stare attenti ai borseggiatori! Le Ramblas sono 6 vialoni che hanno rispettivamente 6 nomi, ma spesso si usa la definizione generica “Las Ramblas”. L’etimologia della parola deriva dall’arabo “raml”, che significa sabbia, e definisce una strada ricavata da un corso d’acqua asciutto, interrato o coperto.

Dopo lo shopping, il tour di sabato si è concluso al Castello di Montjuic, che ho raggiunto facilmente con l’autobus n.150 da Plaza Espanya. Purtroppo non mi hanno fatto entrare, nonostante sia arrivata prima della chiusura. Ad ogni modo, non mi sono certo persa d’animo, e mi sono goduta un panorama mozzafiato sulla città al tramonto!

Il tempo speso a Barcellona è stato senza dubbio poco, due giorni e mezzo… Ma ne è valsa la pena! Ho festeggiato i miei 34 anni in solitaria, in una città meravigliosa, ricca di storia e di arte, a misura di turista dal punto di vista dei servizi e dei collegamenti. Ho bevuto tanta sangria, ho mangiato il jamòn serrano, ho tastato la sabbia calda della Barceloneta, ho conosciuto altri viaggiatori con cui ho trascorso la sera del mio compleanno, una serata magnifica! Ed anche se sono partita da sola, non mi sono mai sentita sola! Porto con me un bagaglio immenso di ricordi, con la piena consapevolezza che un viaggio non è solo il pretesto per staccare la spina per un weekend, ma ci arricchisce enormemente in termini di cultura, di amicizie e di esperienza!

PS. Allego le foto più belle ed interessanti del viaggio, precisando che alcune di quelle all’interno ed all’esterno della Sagrada Familia sono state scattate dal meetworldiano Alessandro Di Maio, anche lui in viaggio a Barcellona in solitaria. 📸
PS2: non ho visto parecchie cose, ma spero di tornarci presto! 😉

Simona Cambria