Mi chiamo Giorgia e sono titolare del blog www.lavaligiadipimpi.it ed oggi vi porto con me a Sapa!

Sapa, è al Nord, all’estremo Nord.

Sapa, è una città di montagna che, se leggermente più ordinata potrebbe far concorrenza alla nostra Madonna di Campiglio, ma qui è inverno, è umido, molto umido, spioviggina, la nebbia è tanta e non si ha bene la concezione di quello che si vede, almeno in un primo momento.

La primavera sicuramente le si addice di più.

Non è facile vivere a Sapa per chi ci abita. L’inverno è duro.

Sapa è fango nelle strade dovuto ai cantieri che la stanno invadendo per costruire l’ennesimo ecomostro piegato al turismo.

Ne stiamo distruggendo l’essenza, non solo nell’aspetto ambientale, ma anche nell’anima.

I “montagnard”, le piccole minoranze etniche si sono abituate al turismo e ai soldi, ed è così che si sono spinte popolazioni semplici a fare l’elemosina e a vendere qualsiasi oggetto di artigianato come pretesto. Si vedono bambine vestite in abiti tradizionali con fagotti di neonati sulle spalle, perché? Perché in questo modo noi ci inteneriamo di più e in questo modo compriamo il braccialetto colorato a un dollaro….A me non piace, mi si stringe il cuore perché sia il neonato, che la bambina stessa dovrebbero meritarsi il loro tempo, il tempo della loro infanzia che non hanno. Non sono poveretti…hanno tutto quello di cui necessitano, un villaggio, il riso, la loro famiglia. Se fate una passeggiata nel centro della città, troverete cartelli che esortano a non donare soldi ai bambini per far in modo di disincentivare questa attività. Purtroppo non sempre il turismo fa del bene e per questo, nel nostro piccolo, dovremmo cercare di farlo in maniera consapevole. Sempre.

Sapa è un ponte culturale tra territori e tradizioni. E’ un ponte tra Nord e Sud. Un ponte di frontiera con la Cina e, che ci siamo vicini si vede dai tratti più marcati del viso e dalla pelle più scura. Lao Cai dista solo 500 mt dalla frontiera cinese.

Uni dei modi per arrivare in questo posto pieno di magia, è arrendersi al prendere il treno notturno che in dieci ore di viaggio vi porterà da Hanoi a destinazione. So che ultimamente è stata completata l’autostrada che in 5 ore comode vi porterà a destinazione, ma volete mettere la bellezza e il folklore di farla in treno?

Io non avrei nessun dubbio in proposito!

Prima di partire per questa esperienza su rotaie, ero molto ansiosa verso questo viaggio, avevo letto molto e soprattutto avevo letto troppe notizie non molto rassicuranti in merito. Alla fine, devo dire l’onesta verità, questa nottata in treno si fa tranquillamente e con molta più semplicità di quella che credevo, anzi mi sono pure divertita!

Ovvio non siete sull’ “Orient Express”, ma sul King Express, abbiate pazienza!! Le cuccette sono pulite come la biancheria del vostro piccolo lettino, sono abbastanza confortevoli, dotate di una salvietta rinfrescante e di bottiglietta di acqua a testa. Chiaro è, che la differenza nella comodità del viaggio, sicuramente viene fatta dai vostri compagni di viaggio: un conto è fare il viaggio con due coetanei australiani, un altro con due cinesi non troppo profumati, ma quest’ultimo rischio avviene più che altro al ritorno quando i cinesi sono più numerosi nel spostarsi verso Hanoi.

A noi è andata decisamente bene: nella tratta Lao Cai/ Hanoi eravamo soli! Una vera botta di fortuna! Non potevamo crederci!

La cuccetta comprende, appunto, quattro posti letto, potete decidere di condividerla oppure no, ma questo significa pagare il doppio il vostro biglietto, Siete proprio sicuri di non voler sapere chi saranno i vostri compagni di sonno? Il treno lo abbiamo prenotato tramite un’agenzia vietnamita, la “Indochine Voyages” con cui abbiamo prenotato anche la crociera ad Halong Bay, ma una volta arrivati in stazione si deve cambiare il voucher di prenotazione con il biglietto vero e proprio, almeno un’ora prima che il treno parta. Solo allora, potrete salire e accomodarvi, possibilmente già sistemati per la notte.

Gli spazi sono davvero ristretti, non c’è un modo agile di aprire la valigia e scegliere il miglior pigiama, quindi vi consiglio di attrezzarvi con leggins, maglia a manica lunga, felpa e un paio di calzini un pochino più’ grossi (l’aria condizionata potrebbe essere forte). Tenete a portata di mano spazzolino e dentifricio e via sotto le coperte, si parte!!!

Chi legge, chi guarda un film al pc non c’e’ wi fi, se non alla stazione prima della partenza), chi prova a vedere qualcosa fuori dal finestrino, ma dopo circa un’ora dalla partenza dormono tutti. Io leggo, dieci, venti, trenta, cinquanta pagine…poi non resisto, il dondolio del treno mi concilia il sonno e crollo anche io.

Non preoccupatevi di mettere la sveglia, ad un’ora dalla destinazione una simpatica musica a tutto volume suonerà per voi il risveglio. Anche in questo caso, lavatina veloce ai denti, cavo il calzino, metto le scarpe, stesso outfit della notte, capello un po’ più spettinato e siamo a 500 Mt dal confine cinese pronti ad arrivare a Sapa con gli occhi un po’ stropicciati.

Ma quando si arriva alla stazione, cosa si fa?

Quando scenderete dal treno, vi aspetteranno orde di taxisti mattinieri pronti a proporvi la cifra giusta per portarvi in città. Per arrivare a Sapa non dovrete pagare più di 45.000,00 (quasi due euro). Assolutamente non più di questa cifra! Se dovessero contraddirvi fategli gentilmente capire che sapete la cifra giusta per questo transfert. Loro cederanno e vi porteranno direttamente o vicino al vostro hotel con un minivan collettivo.

Come scelgo la mia sistemazione per la notte?

Per dormire a Sapa, ci possono due modi: la prima in hotel oppure in “homestay” locali autorizzate e, a questo riguardo informatevi bene. Molte donne appartenenti alle diverse tribù minoritarie ( qui sono presenti i Hmong neri e i dzao rossi) vi proporranno l’alloggio a casa loro, non accettate, ma verificate sempre per il discorso autorizzazione e permessi. Non potete soggiornare nei villaggi senza che, questi alloggi non siano autorizzati a farlo.

Se volete fare questa esperienza va benissimo, ma rivolgetevi a chi di dovere, sempre per le motivazioni riportate sopra. Questa opzione, per esempio, viene utilizzata nel caso decideste di affidarvi ad un tour di trekking che includa il pernottamento. Noi abbiamo prenotato da soli all’ “Heart of Sapa”, una delle migliori sistemazioni utilizzate finora: Han, la proprietaria vi accoglierà e vi tratterà come principi. Vi preparerà colazioni dalle mille e una notte, vi coccolerà al rientro dei trekking con caffè o the caldo, vi darà la possibilità di fare la doccia prima del vostro rientro ad Hanoi a check out fatto o appena arrivati in hotel prima del check in. Insomma ci siamo sentiti come a casa nostra. Davvero consigliato.

Ma parliamo di trekking

Il trekking è una delle attività principali per cui si viene a Sapa e confermo! Ci sono percorsi adatti a tutti: da quelli più semplici a quelli medi, a quelli difficili e molto impegnativi come la salita al Fansipan (circa 3100 mt) che, necessita circa tre gg. Per uomini duri! Potete scegliere quello che vi più aggrada, attraverso un’agenzia locale o anche attraverso il vostro albergo a cifre che partono dagli 11 dollari per quello giornaliero, pasto compreso. Quasi tutti i trekking devono essere fatti con guide locali che, a loro volta, si porteranno dietro diversi membri del villaggio. Faranno amicizia con voi, vi aiuteranno, m a fine corsa vi venderanno sicuro oggetti di artigianato locale a prezzi salatissimi, basta dire di no…più di una volta!

Fare questa esperienza ne vale davvero la pena, è meraviglioso e potrete davvero godere di paesaggi mozzafiato. Sicuramente il periodo migliore è l’estate, l’inverno e cioè ora, purtroppo è un po’ ostile, nebbia e pioggia rende il terreno molto scivoloso e la visibilità davvero scarsa, ma con la guida tutto è fattibile, in caso contrario non riuscireste a fare nemmeno 500 mt..

Noi siamo arrivati al villaggio Cat Cat e Lao Chai, villaggio dei hmong neri, si sosta un pochino, si pranza e si rientra alla base con un minivan, in tutto ci si impiega più o meno sei ore.

Cosa non dimenticare

Nella valigia per Sapa non dovrete dimenticare, soprattutto se parliamo di stagione invernale:

  • Calzettoni lunghi
  • Kway
  • Scarpe da trekking
  • Pile/felpa
  • Pantaloni lunghi, se impermeabili ancora meglio
  • Berretta o fascia per le orecchie
  • Nel caso doveste dimenticare qualcosa, no problem, in città è pieno di negozi che vendono attrezzature specifiche da montagna, volendo potreste arrivare qua in costume stile Hawaii e ripartire come i norvegesi!

Food Advice

La specialità di Sapa è il barbecue. Vi consiglio il Thang Hang sulla Cau May street, ottimo. Potrete scegliere tra decine di spiedini di carne, pesce e verdure che vi verranno grigliati sul momento! Un’altra possibilità’ sono le “Hot Pot”, un pentolone in cui poter bollire i vostri ingredienti a scelta! Molto divertente e conviviale!

Massage Advice

Dopo una giornata passata a scarpinare non c’ è niente di meglio che farsi fare un bel massaggio ai piedi che va dai 4 ai 10 euro. Ne troverete tantissimi e avrete l’imbarazzo della scelta!

Di Sapa rimane il sapore della terra, del verde di quelle meravigliose risaie, perfettamente terrazzate dove pascolano liberi mucche, bufali e piccoli maialini vietnamiti. Vi ricordate quello di George Clooney? Ecco proprio lui!

Rimane il vedere che, in mezzo a quel verde si muovono loro, le donne delle tribu’. Sembrano fiori per i loro vestiti dai colori sgargianti e se dovessi disegnarle le disegnerei proprio così: un foglio con mille sfumature di colore verde, in mezzo a cui, ogni tanto, sbuca un fiore fucsia o rosso.

Così, me le ha descritte Linda, una ragazza vietnamita originaria di queste zone e aveva proprio ragione.